La filosofia, ovvero l'uomo che si interroga sul senso da dare alla vita, alla storia, alla natura.
Etimologicamente filosofia vuol dire amore del sapere, della conoscenza, e cioè amore del pensiero e della saggezza.
La filosofia è sorta in Grecia 2700 anni fa perchè la Grecia era un paese di uomini liberi (per come s'intendeva la libertà a quei tempi), cioè non vincolati né dal pensiero politico, né dal pensiero religioso, né dalla cultura. Infatti, arte, cultura, religione e politica erano settori della vita sociale, caso unico a quei tempi, del tutto indipendenti tra di loro: il potere politico, pertanto, non era patrimonio degli stessi personaggi che ricoprivano cariche religiose o di coloro che erano artisti, poeti, filosofi famosi.
I Greci, inoltre, erano un popolo di navigatori che venivano a contatto con molti altri popoli di cui conoscevano la religione, usi e costumi. Ciò dava al loro pensiero la capacità di interrogarsi sul senso della vita e degli avvenimenti, la capacità di cercare il perché, il come e il quando della natura, degli avvenimenti, per giungere e trovare il senso di tutto quello che costituisce l'esperienza e la vita dell'uomo.
Se la filosofia allora è scienza del pensiero umano che si interroga sul significato ultimo e profondo di tutto ciò che esiste e anche di ciò che è solamente pensabile o addirittura immaginabile, allora è proprio della filosofia che ha bisogno l'uomo moderno.
Con la caduta del Muro di Berlino, con il tramonto delle teorie e dei prepoteri imperialistici, con la fine delle ideologie forti, l'uomo più che mai ha bisogno della filosofia.
Socrate, in catene, in prigione, affermava (come ci racconta Platone) la sua libertà, perché nessuno poteva incatenare il pensiero e nessuno aveva potuto convincerlo a tradire le sue idee per salvare la pelle.
Allora a che serve la filosofia?
