Grande è il suo contributo alle scienze umane, in particolare alcuni tratti del suo pensiero hanno aperto la via a nuovi sviluppi della psicologia, pedagogia e delle pratiche educative, stiamo parlando di Sigmund Freud.
L'uomo, per Freud, è condizionato nelle sue azioni e nel suo sviluppo da componenti psicologiche inconscie e irrazionali alle quali non può sottrarsi e che possono determinare patologie e disfunzioni sia nel soggetto sano, sia in soggetti che soffrono di disturbi psichici. L'intuizione freudiana che ha segnato una svolta nello studio della psiche è stata la scoperta di un livello occulto della psiche stessa: l'inconscio.
L'inconscio è un luogo della coscienza dove vengono relegati tutti gli avvenimenti spiacevoli, le pulsioni, gli impulsi che la società non accetta e condanna, insomma, tutti i sentimenti dolorosi. L'individuo prima li rimuove, relega nell'inconscio tutto quanto procura dolore, ansia, angoscia; la censura poi impedisce tutto ciò possa riaffiorare alla coscienza.
Freud agisce in un'epoca fortemente caratterizzata dagli influssi del pensiero positivista, pertanto, vede nella cultura scientifica e medica la modalità di approccio da privilegiare nell'analisi dei problemi dell'uomo.
Nel pensiero di Freud, tuttavia, sono presenti anche i segni della cultura del suo tempo: l'importanza della "volontà", della quale hanno rilevato la pregnanza autori come Schopenhauer e Nietzsche, il darwinismo, nonché, la cultura ebraica professata dalla sua famiglia, anche se egli si proclama ateo.
